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Necessità e obiettivi del seminario maggiore

Necessità

Anche oggi la Chiesa ritiene necessario per i futuri presbiteri un tempo di vita comune per stare con Gesù e con i fratelli nella consapevolezza della comune chiamata. È l’esperienza del seminario, il cui senso più profondo è vivere al seguito di Gesù Buon Pastore in un contesto di comunione fraterna, al modo degli apostoli, lasciandosi conformare e assimilare a lui, sotto la guida dello Spirito Santo, per essere mandati poi a raccogliere, pascere e ricondurre al Padre il suo gregge.
È questa l’autorevole indicazione del Concilio Vaticano II confermata dal Codice di diritto canonico e dal Sinodo dei Vescovi del 1990. Dal confronto tra i Padri sinodali è emerso infatti che «l’istituzione del seminario
maggiore, come luogo ottimo di formazione, è certamente da riaffermarsi quale normale spazio, anche materiale, di una vita comunitaria e gerarchica, anzi quale casa propria per la formazione dei candidati al sacerdozio, con superiori veramente consacrati a questo ufficio.
Questa istituzione ha dato moltissimi frutti lungo i secoli e continua a darli in tutto il mondo». Giovanni Paolo II ha recepito questa indicazione e l’ha riproposta nel quinto capitolo della Pastores dabo vobis, dove vengono illustrati in modo ampio e illuminante gli obiettivi, l’identità e la dinamica educativa del seminario maggiore.

 

 

 

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Obiettivi

L’obiettivo fondamentale del seminario maggiore è quello di formare i nuovi presbiteri i quali, sull’esempio e in persona di Cristo Buon Pastore, saranno chiamati a dedicarsi con tutte le forze e per tutta la vita al ministero di insegnare, santificare e reggere il popolo di Dio. Questo obiettivo fondamentale si articola in molteplici obiettivi particolari. Essi sono:
– offrire le condizioni per un’esperienza di vita spirituale incisiva e coinvolgente, «in intima comunione e familiarità col Padre, per mezzo del suo Figlio Gesù Cristo nello Spirito Santo» e in piena sintonia con la Chiesa;
– garantire una struttura di vita comunitaria, che favorisca autentiche relazioni di fraternità e di amicizia e faccia crescere il senso di appartenenza alla Chiesa particolare;
– accompagnare assiduamente i seminaristi nell’impegno di discernimento vocazionale, orientato a una scelta definitiva per il presbiterato diocesano nel celibato;
– favorire la maturazione di personalità equilibrate e consistenti, che siano ponte e non ostacolo all’incontro degli uomini con Dio;
– aiutare a crescere nella spiritualità del presbitero diocesano, centrata sulla carità pastorale, vissuta nella radicalità dei consigli evangelici e nella dedicazione alla propria Chiesa particolare;
– promuovere l’acquisizione della necessaria competenza teologica e culturale, che abiliti al discernimento dei segni dei tempi e favorisca forme di comunicazione del Vangelo adatte agli uomini di questo tempo;
– introdurre al ministero pastorale, preparando i futuri presbiteri ad assumersi la responsabilità di una comunità e a inserirsi in una dinamica di corresponsabilità condivisa, rafforzando il loro slancio missionario;
– facilitare l’integrazione armonica dei vari aspetti formativi.

Gli obiettivi del seminario maggiore determinano i tratti fondamentali della sua identità.

(Da La formazione dei presbiteri nella chiesa italiana in Notiziario della Conferenza Episcopale Italiana, n.10, 15 novembre 2006, §§ 58, 59)

Studio teologico ‘Paolo VI’

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