L'équipe educativa è formata da rettore, vicerettori, direttore spirituale che, insieme con i docenti dello studio teologico, formano la comunità educativa del seminario

SEMINARIO – EDUCATORI

Filippini mons. Gabriele – Rettore seminario maggiore e minore
Gregori don Luigi – Direttore spirituale seminario maggiore
Tuccinardi don Alessandro – Vice-rettore propedeutica e biennio teologico
Donzelli don Manuel – Vice-rettore triennio teologico
Cotali mons. Marino – Direttore spirituale seminario minore
Cavazzoni don Mattia – Vice-rettore seminario minore
Adami Paolo – Economo seminario maggiore e minore

CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE

Filippini mons. Gabriele, Rettore, Presidente - Adami Paolo, Economo e Segretario – Foresti avv. EmanueleMartinelli dott. AngeloMaranesi don AlbertoMombelli don DanielePalamini mons. GiovanniBortolini LoredanaSalvatore diac. Mauro

 

Un estratto da La formazione dei presbiteri nella chiesa italiana sulla figura degli educatori:

64. Il principale protagonista della formazione al presbiterato è lo Spirito di Cristo. Egli agisce direttamente nei chiamati facendo brillare ai loro occhi il fascino della vocazione, comunicando ai loro cuori i doni di grazia necessari, plasmando le loro personalità in profondità. Egli, inoltre, si fa presente in loro attraverso l’azione della Chiesa, che è «il soggetto comunitario che ha la grazia e la responsabilità di accompagnare quanti il Signore chiama a divenire suoi ministri nel sacerdozio».
La Chiesa garantisce il discernimento e la formazione dei candidati attraverso il servizio specifico di persone e di comunità che concorrono, ciascuna per la sua parte, al fine comune. Esse sono in particolare: il Vescovo, l’équipe educativa (rettore, direttore spirituale, assistenti, animatori o vicerettori), i docenti, la comunità del seminario, i parroci e i genitori, i consulenti psicologici, le comunità di provenienza e di servizio pastorale dei seminaristi.

65. «Primo rappresentante di Cristo nella formazione sacerdotale è il Vescovo». Dal momento che è suo il grave compito di «dare continuità al carisma e al ministero presbiterale, associandovi nuove forze con l’imposizione delle mani», a lui spetta la responsabilità ultima del discernimento e della formazione dei candidati che ritiene idonei.
Perciò egli deve visitare frequentemente il seminario, conoscere personalmente i seminaristi e accompagnarne il cammino, curare il raccordo della comunità del seminario con il presbiterio e la Chiesa particolare e aiutare i seminaristi ad acquisire e accrescere una profonda sensibilità ecclesiale.
Data la complessità e la delicatezza del compito formativo, in via ordinaria il Vescovo condivide la sua primaria responsabilità con presbiteri idonei e debitamente formati, che agiscono in stretta unione con lui, in conformità alle sue direttive, e lo rappresentano nella comunità del seminario. Egli potrà associare loro anche diaconi permanenti e fedeli laici, uomini e donne, specialmente in quei settori nei quali dispongono di particolari competenze.

66. Gli educatori sono chiamati a interpretare e attuare il progetto educativo del seminario, adeguandolo al cammino di ciascun seminarista e innervandolo nel contesto ecclesiale diocesano, interdiocesano o regionale. Di fatto, sono soprattutto essi a dare il tono alla vita del seminario e a garantirne l’efficacia formativa. «Fatte salve la distinzione tra foro interno e foro esterno, l’opportuna libertà di scelta dei confessori e la prudenza e discrezione che convengono al ministero del direttore spirituale, la comunità presbiterale degli educatori si senta solidale nella responsabilità di educare i candidati al sacerdozio. Ad essa, sempre in riferimento all’autorevole valutazione sintetica del Vescovo e del rettore, spetta in primo luogo il compito di promuovere e verificare l’idoneità dei candidati quanto alle doti spirituali, umane e intellettuali, soprattutto in riferimento allo spirito di preghiera, all’assimilazione profonda della dottrina della fede, alla capacità di autentica fraternità e al carisma del celibato».
È dunque evidente che gli educatori devono essere scelti con la
massima cura. È auspicabile che in tutti gli educatori siano presenti spirito di fede e di comunione, maturità umana ed equilibrio psichico,
limpida e matura capacità di amare, senso pastorale, capacità di ascolto, di dialogo e di comunicazione, attenzione positiva e critica alla cultura moderna. Alcune note di qualificazione presentano rilevanza specifica a seconda dei diversi uffici. Ciascuna di queste caratteristiche presenta aspetti innati, dono di natura e di grazia, e aspetti acquisiti, frutto di studio e di esperienza.

(Da La formazione dei presbiteri nella chiesa italiana in Notiziario della Conferenza Episcopale Italiana, n.10, 15 novembre 2006, §§ 64-65-66)

Studio teologico ‘Paolo VI’

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