La parola "giustizia", che corre sulla bocca di tutti nelle più differenti circostanze e sembra corrispondere a un bene indeterminato, rimanda a un valore trascendentale: la proporzione tra beni che vanno salvaguardati con equilibrio, un ordine che necessita di essere ricreato quando distrutto. Ma come può la riparazione della colpa tramite la pena intesa come punizione ricreare l'armonia che è stata infranta? In prospettiva teologica, la redenzione può riportare all'armonia originaria rinsaldando il rapporto tra bene e giusto: obiettivo della giustizia è la restituzione del bene perduto che ogni singola persona e l'umanità tutta cercano, ma che in forma compiuta appartiene solo a Dio, Giudice giusto.Il volume affronta vari aspetti della giustizia prendendo avvio dall'analisi critica delle visioni filosofiche del rapporto bene/giusto di John Rawls e Paul Ricoeur, per soffermarsi poi sulla concezione della giustizia dal punto di vista antropologico. Seguono saggi di impostazione biblico-teologica che considerano il Libro della Sapienza, il commento di sant'Ambrogio al Salmo 118, il rapporto tra giustizia e misericordia in Dio, la ricomprensione etica della giustizia di fronte al male compiuto, la mancanza di riflessione sul rapporto fede/giustizia nei recenti testi di teologia fondamentale e la sua presenza, viceversa, nella preghiera liturgica. Completano il Quaderno un riferimento alla giustizia nel diritto ecclesiastico relativo al matrimonio e il commento dal punto di vista musicale alla perorazione rivolta a Cristo Giudice nel Dies irae.

 

GLI AUTORI: M. Cinquetti, M. Zani, F. Dalla Vecchia, A. Gazzoli, G. Canobbio, S. Passeri, R. Maiolini, O. Vezzoli, D. Mombelli, A. Donini

 

Studio teologico ‘Paolo VI’

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